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Scritto da Ospedale Pediatrico Bambin Gesù
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venerdì 24 luglio 2009 |
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Cardiochirurgia: più di 400 interventi a cuore aperto solo nell’ultimo anno Con l'intervento di questa notte sono duecento i trapianti cardiaci e cardiopolmonari effettuati da quando l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma diede il via in Italia alla possibilità per i bambini e per i ragazzi di poter avere un cuore nuovo. Dal 1986, data del primo trapianto cardiaco, presso l'Unità Operativa di Cardiochirurgia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, punto di riferimento internazionale per la cura dei bambini e degli adolescenti, sono stati trattati più di 10.000 pazienti, con oltre 400 interventi a cuore aperto solo nell'ultimo anno. Il Bambino Gesù – che già rappresenta una eccellenza per i trapianti di cuore, polmone e reni (più di 200 i trapianti effettuati), oltre che per il trapianto di cellule e tessuti – con l'attivazione anche dei trapianti di fegato, ha compiuto un determinante passo in avanti verso la concretizzazione del progetto strategico dell’Ospedale destinato a diventare il primo centro policlinico pediatrico europeo in grado di rispondere a tutte le esigenze trapiantologiche per bambini già dall’età neonatale. L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha in fase di avvio anche un programma di trapianti d'organo nel sud est asiatico, nell'ambito del programma "Un reparto grande cinque continenti". |
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Scritto da Francesco Defler
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venerdì 24 luglio 2009 |
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L'ictus, in tutto il mondo, è la seconda causa di morte e la prima causa di disabilità nella popolazione adulta e anziana. Secondo uno studio europeo condotto da EROS (European Register of Stroke), al quale ha partecipato l'Università di Firenze, un'adeguata prevenzione può ridurre dell'1% all'anno l'incidenza di questa grave patologia che, solo in Italia, colpisce ogni anno 150.000 persone, con elevate ricadute economiche sul Sistema Sanitario Nazionale, che sostiene una spesa di circa 3.7 miliardi di euro per assistere il milione di italiani sopravvissuti all'ictus. |
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Scritto da Parco dei Nebrodi
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lunedì 20 luglio 2009 |
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Scoperta una nuova specie endemica di arvicole denominata “Microtus nebrodensis” che aumenterebbe il numero delle specie presenti un Sicilia e nel resto della penisola Il Parco dei Nebrodi diventa sempre più meta ambita per attività di ricerca e studio sul campo e si attesta un vero e proprio laboratorio ambientale a cielo aperto. E dopo il campo studio internazionale, tenutosi il mese scorso, che ha visto la partecipazione di ben 21 studiosi alla ricerca delle libellule dei Nebrodi, in questi giorni altri ricercatori hanno esplorato l’area protetta alla scoperta delle arvicole. Si tratta di piccoli mammiferi, il cui nome scientifico Microtus savi, della sottospecie nebrodensis.
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Scritto da CNR
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venerdì 17 luglio 2009 |
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Nasce una nuova archeologia, quella che studia come vengono utilizzati gli strumenti nei primati in modo da ricostruire l’evoluzione di questo comportamento nella nostra specie. Il nuovo approccio scientifico, ora pubblicato su Nature, porta la firma di un team internazionale di ricercatori, tra cui Elisabetta Visalberghi dell’Istc-Cnr |
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